Green Lab, a proposito di energie pulite.

Fusione fredda e temperatura.

In che modo sono correlate la fusione fredda e temperatura?

Lo scetticismo di gran parte del mondo accademico nei confronti degli esperimenti riguardanti presunte realizzazioni di trasmutazione di alcune specie atomiche in altre, indicate come possibili risultati di reazioni nucleari a bassa energia (fusione fredda o trasmutazione LENR), deriva dal fatto che non si ritiene possibile che l’energia necessaria per innescare una reazione nucleare possa scaturire da una reazione chimica. La fusione fredda e temperatura sono correlate?

Non dobbiamo però dimenticare che l’energia (Kg x m2 /s2) ossia la quantificazione del lavoro, si manifesta solo e soltanto quando vi sono due corpi che interagiscono. Tale manifestazione  avviene sostanzialmente in due forme : energia-lavoro ed energia- calore.

Ma  in realtà si potrebbe anche pensare che il calore altro non sia che la percezione fisica a livello “microscopico”, del lavoro. Noi percepiamo che un oggetto è caldo quando entriamo in contatto con un corpo i cui atomi / molecole sono in forte stato di agitazione rispetto alle nostre.

Per rendere più comprensibile il discorso, pensiamo allo stato microscopico di un sistema. In quest’ottica risulta che le reazioni chimiche avvengono quando vi è energia-lavoro sufficiente affinché due specie atomiche o molecolari si scontrino dando origine, in certe condizioni, ad un innalzamento della temperatura. La temperatura è in sostanza la misura della quantità di energia termica posseduta da un sistema e, nella fase gassosa, all’energia cinetica media delle molecole/atomi del sistema.

Non dobbiamo infatti dimenticare che la misura della temperatura è una misura sui generis in quanto si risolve non scegliendo una unità di misura ma fissando una scala delle temperature. Ciò dipende dal fatto che occorre anzitutto definire convenzionalmente cosa si intende per “intervalli di temperatura uguali” e nessuna convenzione analoga si deve fare nella misura di altre grandezze fisiche.. Si giunge così a quella che viene indicata in generale col nome di prima Legge di Gay-Lussac che  in realtà non è una legge ma semplicemente la definizione della temperatura della scala del termometro a gas a P costante.

Guarda caso c’è chi ha posto in discussione tale sistema di misura ritenendo (a torto o a ragione) che l’espansione dei gas non sia rappresentabile da una funzione lineare, se non in un ristretto intervallo di temperature.  L’espansione di un gas a P costante, secondo alcune sperimentazioni condotte negli anni ’70, sarebbe rappresentabile da una funzione cubica che, nell’arco di temperature -20  +130 °C, è praticamente sovrapponibile alla retta di Gay-Lussac.

Se così fosse, se tale dubbio venisse riconfermato sperimentalmente, vorrebbe dire che l’energia cinetica posseduta da un sistema a temperature elevate è, in realtà, superiore a quella che riteniamo.

A 3000 °C, per esempio, lo scarto tra la funzione lineare e quella cubica è del – 557,8%.

Lasciamo arguire al lettore cosa implicherebbe questa “visione” in tutti i settori della fisica e in tutte le considerazioni di equivalenza tra calore e lavoro e tra fusione fredda e temperatura.

Se questa teoria venisse riconfermata,  sperimentalmente vorrebbe dire che invece di milioni di gradi potrebbero bastare alcune centinaia o migliaia di gradi per “perforare” la barriera di Coulomb.

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