Premio Sapio

Due progetti toscani tra i vincitori.

Miriam Serena Vitiello CNR, e Claudio Luchinat premiati a Roma.

Parla toscano l’edizione 2018 del Premio Sapio, rivolto agli scienziati che si sono distinti in vari ambiti della ricerca, dall’ambiente, alla fisica, fino alla genetica e alla medicina.

La sedicesima edizione della kermesse si è conclusa nei giorni scorsi a Roma, nella cornice di Palazzo Giustiniani, con la premiazione dei 5 progetti vincitori, ognuno dei quali ha potuto beneficiare di 15mila euro offerti dall’azienda lombarda. 

Miriam Serena Vitiello, ricercatrice dell’Istituto Nanoscienze del CNR di Pisa, è stata insignita del premio “Sapio innovazione” per la sua ricerca sui dispositivi fotonici e nanoelettronici per la generazione, manipolazione e rivelazione di impulsi ultra-brevi a frequenze Terahertz (THz).

Vincitore del premio “Sapio ricerca”, invece, è Claudio Luchinat, docente dell’Università di Firenze, con il suo progetto che ho definito delle procedure innovative per delineare il profilo metabolico, funzionale alla diagnosi precoce di una patologia.

Nelle altre tre categorie, sicurezza, ricerca Junior e startup si sono distinti rispettivamente: Giuseppe Ragonese e Donatella Termini, per il progetto “Green Safety Cover Pv Panel”, un dispositivo che riduce la tensione dei pannelli solari e favorisce la messa in sicurezza delle attività di manutenzione degli impianti; Antonio Casini, per le ricerche sull’enzima Cas9, che abbatte gli effetti collaterali degli interventi di editing genomico e BioInnoTech, realtà fondata da Rosita Pavone, Maria Pisano ed Erika Andriola, che recupera il siero del latto in una prospettiva di economia circolare, convertendo questo scarto dell’industria casearia in biomasse microbiche e proteine.

“La ricerca scientifica è un fattore fondamentale per lo sviluppo del Paese – ha detto Alberto Dossi, presidente del Gruppo Sapio introducendo la cerimonia – da parte dei professori dell’accademia quest’anno non è stato facile selezionare i vincitori in quanto la qualità e la quantità delle ricerche, oltre che il livello, erano altissimi. 184 ricerche con 288 ricercatori sono state inviate alla giuria. “Troppo spesso tutte le attenzioni vengono rivolte ai risultati e agli esiti delle attività di ricerca quando, invece, ciò che davvero conta sono i singoli individui, donne e uomini, che si dedicano a questa attività. Non vanno mai perse di vista le loro esigenze e le loro aspettative. Ancora più che altrove, è la persona che deve essere messa al centro; ed è questa la finalità più profonda del Premio”.

L’evento ha posto l’accento sul valore umano e individuale del lavoro di ricerca scientifica e tecnologica ed è stato arricchito dalla testimonianza di tre, tra ricercatori, imprenditori e scienziati insigniti del premio in una delle precedenti edizioni. Si tratta di Irma Airoldi, ricercatrice del laboratorio cellule staminali post natali e terapie cellulari dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova; Luca Ravagnan, Amministratore Delegato di Wise srl; Federica Migliardo, professore associato del Dipartimento di scienze chimiche biologiche, farmaceutiche e ambientali dell’Università di Messina. L’iniziativa si è conclusa con il contributo di quattro studenti universitari di Medicina, recentemente nominati alfieri del lavoro per i loro meriti scolastici – Vito Busco, Angela Marella Cenname, Lorenzo Faruggio e Chiara Mengoni– che hanno raccontato di come si stanno approcciando al mondo della ricerca e alle sfide professionali e intellettuali che il percorso di istruzione scelto impone loro.

“Fare ricerca, oggi in Italia, è difficile – ha sottolineato ancora il presidente Dossi -. E proprio per misurarci con questa difficoltà, con l’idea di dare un contributo concreto al Paese, che ci impegniamo, ormai dal 1999, su questo fronte, convinti che la ricerca scientifica faccia e farà la differenza per la vita di tutti noi”.

Fonti: www.pazienti.it; www.premiosapio.it

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