Ricerca: La Malaria.

Sconfitta annunciata, rendendo sterili le zanzare.

Gli insetti portatori dell’infezione «programmati» per estinguersi progressivamente. La fondazione di Bill e Melinda Gates da sempre impegnata nella ricerca per sconfiggere questa secolare malattia, sostengono lo studio di ricercatori inglesi guidati da un italiano.

Lo studio, pubblicato su Nature Biotechnology, dimostra che la cosiddetta strategia dei «drive» genetici ha buone probabilità di funzionare non solo in laboratorio ma anche nel mondo reale.

Si parla di zanzare “programmate per auto-eliminarsi”.

Pare che lo “switch” individuato dai ricercatori per rendere possibile tutto ciò sia il gene che decide se dall’uovo di zanzara si svilupperà un maschio innocuo oppure l’insetto-femmina che da sempre punge ed è responsabile della diffusione della malattia. Si chiama doublesex e potrebbe essere il tallone d’Achille di tutti gli insetti nocivi. Colpendo questo punto debole i maschi rimangono soggetti sani, mentre le femmine sviluppano tratti ambigui e perdono il pungiglione. Senza femmine fertili, dunque, la riproduzione si ferma e anche la malaria.

Sabotaggio genetico

Intere popolazioni di zanzare possono essere modificate innescando una reazione a catena. I «drive» sono elementi genetici in grado di riprodursi da soli. Utilizzandoli, è stato possibile a favorire l’ereditarietà del gene antimalarico trasmettendolo a tutti i nuovi nati, anziché solo ad una parte di essi, come vorrebbe la legge di Mendel. A differenza degli esperimenti precedenti, quindi, questa volta non sono emerse zanzare resistenti all’estinzione, pronte a rifondare le popolazioni in declino.

«La svolta è arrivata quando, ormai scoraggiati per il problema della resistenza, abbiamo scelto doublesex come bersaglio», spiega Crisanti, lo studioso italiano a capo dell’equipe di ricercatori inglesi. «Quando la prima colonia è collassata ho provato una gioia profonda». A 4 o 5 mesi dall’inizio del test, dopo che si erano susseguite dalle sette alle undici generazioni, in acqua non c’erano più uova. Per avere un’idea, pensate che partendo con 600 zanzare, dopo undici generazioni, si dovrebbero ottenere 20 milioni di individui. Con i «drive» il risultato è zero. L’impatto per la salute globale potrebbe essere enorme: i «drive» potrebbero entrare nella top ten dei progressi medici che hanno fatto la storia, con antibiotici, vaccini, misure igienico-sanitarie.

I controlli, molto presto

Un campione di zanzare riprogrammate è già stato trasferito a Terni, in un laboratorio ad alta sicurezza che riproduce la variabilità degli ambienti tropicali. Se il collasso si ripeterà in condizioni più realistiche, fra qualche anno si passerà ai rilasci controllati in Africa. Sul versante ecologico, va detto che nessuna specie sembra dipendere esclusivamente dall’Anopheles come fonte di cibo, e sulla Terra resterebbero molti altri tipi di zanzare.

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